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Lagerstroemia speciosa (L.) Pers. In iperglicemia e nel controllo del peso

Friday, 23 April 2010

L’unico paese in cui si riscontra un radicato uso popolare di questa specie sono le Filippine, dove il decotto di foglie e talvolta frutti, è usato nel trattamento del diabete mellito e dell’insufficienza renale. Da questi presupposti sono partiti i diversi team di ricerca che hanno studiato questa specie per le sue proprietà ipoglicemizzanti.

Le foglie e i frutti di questa specie, soprattutto allo stato fresco o sotto forma di infuso, hanno dimostrato attività ipoglicemizzante in condizioni sperimentali, confermando così gli impieghi tradizionali. Studi condotti sull’estratto acquoso delle foglie hanno dimostrato che questo è in grado di promuovere il trasporto e il riassorbimento di glucosio a livello cellulare (up-take), con azione insulino-simile.

Quest’azione è stata attribuita principalmente all’acido corosolico, che agisce inibendo la gluconeogenesi e pro- muovendo la glicolisi a livello epatico; il risultato è del tutto simile alla somministrazione di insulina, senza tuttavia avere effetti sinergici o additivi con quest’ultima. Secondo altri ricercatori l’attività ipoglicemizzante sarebbe da attri- buire agli ellagitannini e gallotannini presenti nella droga, quali la lagerstroemina e in particolare il penta-O-galloil- glucopiranoso (PGG), responsabile di azione stimolatrice sui trasportatori del glucosio, insulino-simile con meccanismo tuttavia diverso da quest’ultima. Si è notato che contribuiscono a ridurre, oltre al peso, anche il senso di fame.

Infatti l’estratto di L. speciosa somministrato come infuso al 5%, è stato in grado di produrre una perdita di peso equivalente a 1-2 chili al mese, a parità di dieta con il gruppo controllo. Inoltre, i soggetti a cui è stato somministrato l’estratto hanno mostrato anche livelli di trigliceridi notevolmente più bassi nel fegato, dimostrando che tale estratto è effettivamente in grado di agire a livello metabolico riequilibrando le dislipidemie.

Oltre alle proprietà citate, l’acido corosolico presente in questa specie, è un potente inibitore dell’enzima protein- chinasi C (PKC), proprietà che ne caratterizza l’attività citotossica, in vitro, nei confronti della proliferazione di diverse linee di cellule tumorali umane. L’acido corosolico è in grado di inibire l’enzima PKC del 95% a concentrazioni di 0,1 μg/mL.

L’acido valoneaico, presente nella droga coniugato in diverse molecole, è responsabile di una potente azione inibitrice sull’enzima alfa-amilasi, prodotto principalmente nel pancreas, che agisce nel metabolismo dei carboidrati. A tale

azione si aggiunge quella inibitrice sull’enzima xantina-ossidasi, che entra nella produzione dell’acido urico. Tale pro- prietà risulta più efficace rispetto a quella dell’allopurinolo, un farmaco normalmente usato nel trattamento dell’iperu- ricemia, pertanto l’uso dell’estratto di Banaba risulta utile nella prevenzione e nel trattamento dell’insufficienza renale e nella gotta.(….)

ERBORISTERIA DOMANI Marzo 2009