La Dieta Pro Zona
La dieta pro Zona si fonda sul nostro patrimonio genetico. Il DNA umano richiede un rapporto proteine/carboidrati relativamente costante, in cui i glucidi siano bassi come densità e indice glicemico.
Primo
In altre parole, gli esseri umani sono stati «progettati» per nutrirsi con una dieta pro Zona. Negli ultimi 100.000 anni i nostri geni non sono cambiati. Una piccola parte della popolazione è fortunata, e il suo DNA le garantisce risposta insulinica pigra. La maggioranza della gente non è stata però progettata per mangiare pasta.
Secondo
Il modo migliore per ritardare l'invecchiamento consiste nel ridurre le calorie senza ridurre i nutrienti indispensabili. Quella pro Zona è una dieta a basso tenore calorico, che fornisce quantità adeguate di proteine, grassi essenziali e micronutrienti, tutti elementi cruciali per garantire un'elevata qualità nutrizionale. Gli unici due gruppi di alimenti da limitare sono:
- i carboidrati ad alta densità e/o ad alto indice glicemico, come i cereali, il pane, la pasta, il riso e gli altri amidi;
- le proteine ricche di acido arachidonico: tuorlo d'uovo, carne rossa grassa e frattaglie.
In realtà, nessuno di questi cibi è proibito, essi vanno solo consumati con moderazione. Chi soffre di una malattia collegata a disturbi degli eicosanoidi (cardiopatia, diabete, eccetera) dovrebbe ridurne il consumo al minimo.
Terzo
La dieta si basa sulle risposte ormonali al cibo, e in particolare sulla corretta gestione del rapporto insulina/glucagone, fondamentale per il controllo degli eicosanoidi.
Quarto
La dieta sviluppa le scoperte che portarono al premio Nobel del 1982 per la medicina, che dimostrarono l'importanza degli eicosanoìdi nel controllare le funzioni dell'organismo.
Quattro punti, e una sola, incontrovertibile, conclusione: la potenza della dieta pro Zona deriva dall'azione che esercita sui meccanismi fisiologici fondamentali. Non si tratta di una dieta radicale, ma evoluzionistica, basata sul nostro codice genetico. Fornisce una quantità adeguata di proteine, pochi grassi in totale e moderati livelli di carboidrati «giusti», proprio quelli ricchi di micronutrienti.
La Dieta pro Zona è la capacità del cibo di controllare le nostre risposte ormonali.
L'abuso di carboidrati può dare effetti molto gravi, specialmente sulle persone geneticamente incapaci di metabolizzare correttamente i carboidrati ad alta densità come pane e pasta, cibi che 100.000 anni fa non esistevano.
- Per quanto oggi si consumino meno grassi, nel mondo occidentale la popolazione ingrassa più che mai. Perché? Perché non sono i grassi che provocano l'obesità, ma l'insulina. Ci sono due modi per farla aumentare: mangiare troppo a ogni pasto o assumere troppi carboidrati. E spesso si fanno entrambe le cose contemporaneamente.
- Consumare grassi non fa ingrassare: basta assumere quelli giusti, in giusta quantità. I grassi monoinsaturi non agiscono sull'insulina. Quelli saturi invece, provocando la condizione nota come insulinoresistenza, possono elevarne il tasso. La dieta pro Zona è ricca di grassi monoinsaturi, ed è studiata per favorire la produzione di eicosanoidi buoni, due condizioni che moderano i livelli di insulina. Tuttavia, se si consumano troppi carboidrati, qualsiasi tipo di grassi garantisce un rapido ingrassamento.
- Le performance degli atleti migliorano con una dieta ad alto tenore di grassi, e non di carboidrati. Con una dieta ricca di carboidrati gli atleti non saranno mai in grado di esprimere il loro massimo potenziale. Le conseguenze ormonali di un alto livello di insulina (e il conseguente eccesso di eicosanoidi “cattivi”) peggiorano le performance in allenamento e in gara.
- L'esercizio fisico raramente compensa da solo gli effetti negativi di una dieta ad alto tenore di carboidrati. Il cibo è il lasciapassare per entrare nella Zona e rimanerci. Non che l'esercizio fisico sia inutile: è un efficacissimo modulatore ormonale e può senz'altro giovare, ma è necessario moltissimo esercizio fisico per combattere gli effetti negativi di una dieta ricca di carboidrati. Qual è il miglior tipo di esercizio fisico? Non importa; importante è che lo si pratichi con continuità. Per molte persone potrebbe consistere anche solo nel camminare.
- Una dieta ricca di carboidrati può mettere a repentaglio la vita dei cardiopatici. Specialmente nei pazienti dalla reattività insulinica geneticamente elevata, una dieta ricca di carboidrati può solo far salire l'insulina, e un livello elevato di insulina è il sintomo più certo della probabilità che si verifichi un attacco cardiaco.
- Il cibo può essere il farmaco più potente a nostra disposizione. Gli ormoni endogeni sono centinaia di volte più potenti delle medicine. Ogni volta che mangiamo, si innesca una reazione ormonale a catena. O la controlliamo, o per le prossime 4-6 ore sarà lei a controllare noi.
- La qualità della vita è assicurata dalla Zona. Meno grasso in eccesso, maggiore produttività mentale, migliori performance fisiche e minore probabilità di malattie croniche sono i fondamenti di una migliore qualità della vita. Sono anche gli effetti dello stare nella Zona. Dosando con precisione gli alimenti che assumete ogni giorno, a ogni pasto, con lo stesso rigore che usereste nel rispettare le dosi di farmaco prescritte in una ricetta medica, l'accesso alla Zona sarà garantito: vivrete in sintonia con il vostro destino genetico, realizzando definitivamente il vostro pieno potenziale.
Non lasciatevi ingannare dall'apparente semplicità di questo programma dietetico. Seguito con scrupolo e rigore, produce in chiunque fondamentali correzioni fisiologiche. È studiato per dirigere una grande orchestra di risposte ormonali, che si sono evolute negli ultimi quaranta milioni di anni. Molte delle vecchie strategie (dieta, esercizio fisico, riduzione dello stress eccetera), ormai accettate dalla moderna medicina ufficiale, funzionano solo perché agiscono a livello endocrino e, in particolare, influenzano gli eicosanoidi.
Mangiare, si deve. Tanto vale seguire una dieta corretta dal punto di vista ormonale. Spesso le persone non sono però disposte a modificare le loro abitudini dietetiche, pur sapendo che la qualità della loro vita migliorerebbe, perché non vogliono smettere di mangiare quello che gli piace. E poi, è difficile ricordarsi che cosa si deve o non si deve mangiare. Tutti sono infine frastornati e confusi da troppi pareri contraddittori.
Controllare gli eicosanoidi attraverso la dieta sarà la nuova frontiera della medicina del XXI secolo.
(Tratto da "The Zone" di Barry Sears)
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