Variazioni della funzione gustativa nelle donne in post-menopausa: a pagare lo scotto è la percezione del saccarosio, con deleterie ricadute sulle abitudini alimentari. Le prove sono fornite da uno studio indiano che ha seguito per 4 mesi 30 donne in post-menopausa e 30 uomini della stessa età sottoponendo ad ogni soggetto questionari per l’autovalutazione della funzione gustativa. Dangore-Khasbage e collaboratori del Datta Meghe Institute of medical sciences (DU), di Wardha, autori dello studio, riferiscono che l’intensità del gusto per il saccarosio risulta significativamente ridotto nelle donne rispetto all’intensità della sensazione gustativa per altri alimenti. Non sono state registrate differenze tra uomini e donne per quanto riguarda la percezione gustativa di NaCl, acido citrico e chinina. Un ulteriore dato di interesse è che 15 donne, pari al 50% del campione esaminato, hanno riportato un cambiamento delle loro abitudini alimentari e in particolare la tendenza a consumare una maggiore quantità di alimenti dolci. Il decadimento della funzione gustativa scatenato dalla menopausa può quindi avere un effetto diretto sulle scelte alimentari, favorendo consumi eccessivi di zuccheri.
Meno gusto uguale più zuccheri in post-menopausa
Monday, 02 August 2010 di Mara MicolucciAlimentazione sana pelle ‘giovane’, e rughe per i golosi
Friday, 23 April 2010 di Mara MicolucciUn’alimentazione ricca di zuccheri favorisce l’aumento dei radicali liberi nei tessuti cutanei. E così chi mangia male rischia di ‘invecchiare’ prima. Meglio preferire la cucina a vapore e alimenti semplici, come pane, pasta o riso, meglio se integrali. Lo sostiene uno studio italiano presentato al Winter Academy of Dermatology and Oncology
La pelle dei golosi invecchia prima. Stavolta sul banco degli imputati finiscono torte, pasticcini e cibi cotti alle alte temperature: più se ne mangiano, più aumentano le rughe. Meglio andarci piano con fritture e ragù, magari prediligendo una sana cucina a vapore o alimenti semplici, come pane, pasta o riso, meglio se integrali. Tutto questo per colpa dei radicali liberi che, responsabile una dieta ricca di zuccheri composti, raddoppiano nel tessuto cutaneo. La conseguenza? La pelle perde elasticità e diventa più esposta al processo di invecchiamento che causa i tanto temuti solchi cutanei.
A rivelare i danni estetici che derivano da un’alimentazione “spensierata” è uno studio del Centro interuniversitario di Dermatologia biologica e psicosomatica di Firenze diretto da Torello Lotti, secondo cui ridurre della metà gli Age (Advanced glycosilated end products, complessi di zuccheri e proteine) dalla dieta migliora del 13 per cento i segni dell’invecchiamento cutaneo. Al contrario, per annullare questo beneficio, basta mandar giù un milione di unità Age al giorno. Praticamente, l’equivalente di una fetta di torta o di una coca cola “light”. Ma anche di 150 grammi di frittura o di una fiorentina (alla brace) da due etti e mezzo.
La ricerca, presentata al Winter Academy of Dermatology and Oncology che si conclude domenica 11 a Saint Moritz, è stata condotta su 120 soggetti distribuiti in fasce d’età (con una media di 45 anni) che hanno seguito diete a contenuto variabile di unità Age. Dai risultati è emerso che, rispettando alcune regole nell’alimentazione, non solo è possibile ridurre profondità e numero delle rughe, ma anche rendere meno visibili le macchie (discromie) cutanee e migliorare il tono della pelle. Ovviamente, gli effetti più evidenti si avranno su una cute non esposta al sole e nelle persone che osserveranno comunque un sano stile di vita, a partire dal fumo e dal consumo di alcol.
Tecnicamente gli Age, spiega Torello Lotti, che è anche il presidente della Società italiana di Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), “sono prodotti della glicazione, quella reazione chimica alla base dell’invecchiamento cutaneo che, assieme all’ossidazione, sembra coinvolta anche in malattie come diabete e aterosclerosi. Il meccanismo della glicazione induce gli zuccheri in circolo nel sangue a legarsi alle proteine formando delle tossine, gli Age appunto che introduciamo in grandi quantità quando mangiamo cibi ricchi di zuccheri raffinati, come quello bianco e i dolcificanti contenuti nelle bibite e nei dolci industriali o nei cibi cotti ad alte temperature (225 gradi)”.
A loro volta, gli Age introdotti attraverso la dieta, continua il docente, “si aggiungono a quelli che naturalmente produce il nostro organismo, innescando un effetto domino che porta ad accumularli nei tessuti, formando “ponti” molecolari fra le fibre di collagene ed elastina della pelle. Tutto questo danneggia le fibre dermiche e comporta la disorganizzazione del tessuto di sostegno cutaneo, che diventa più rigido e fragile”.
Parlare di menù antirughe? Può essere eccessivo, meglio rifarsi a una dieta da privilegiare: legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli), pesce azzurro (tonno, sgombro, sardine), verdure fresche (spinaci, broccoli e cavoli), agrumi, kiwi e frutti di bosco. Fondamentale l’idratazione: molta acqua e spremute (naturali e prive di zuccheri aggiunti).
(da Repubblica Aprile 10, 2010)
Lagerstroemia speciosa (L.) Pers. In iperglicemia e nel controllo del peso
Friday, 23 April 2010 di Mara MicolucciL’unico paese in cui si riscontra un radicato uso popolare di questa specie sono le Filippine, dove il decotto di foglie e talvolta frutti, è usato nel trattamento del diabete mellito e dell’insufficienza renale. Da questi presupposti sono partiti i diversi team di ricerca che hanno studiato questa specie per le sue proprietà ipoglicemizzanti.
Le foglie e i frutti di questa specie, soprattutto allo stato fresco o sotto forma di infuso, hanno dimostrato attività ipoglicemizzante in condizioni sperimentali, confermando così gli impieghi tradizionali. Studi condotti sull’estratto acquoso delle foglie hanno dimostrato che questo è in grado di promuovere il trasporto e il riassorbimento di glucosio a livello cellulare (up-take), con azione insulino-simile.
Quest’azione è stata attribuita principalmente all’acido corosolico, che agisce inibendo la gluconeogenesi e pro- muovendo la glicolisi a livello epatico; il risultato è del tutto simile alla somministrazione di insulina, senza tuttavia avere effetti sinergici o additivi con quest’ultima. Secondo altri ricercatori l’attività ipoglicemizzante sarebbe da attri- buire agli ellagitannini e gallotannini presenti nella droga, quali la lagerstroemina e in particolare il penta-O-galloil- glucopiranoso (PGG), responsabile di azione stimolatrice sui trasportatori del glucosio, insulino-simile con meccanismo tuttavia diverso da quest’ultima. Si è notato che contribuiscono a ridurre, oltre al peso, anche il senso di fame.
Infatti l’estratto di L. speciosa somministrato come infuso al 5%, è stato in grado di produrre una perdita di peso equivalente a 1-2 chili al mese, a parità di dieta con il gruppo controllo. Inoltre, i soggetti a cui è stato somministrato l’estratto hanno mostrato anche livelli di trigliceridi notevolmente più bassi nel fegato, dimostrando che tale estratto è effettivamente in grado di agire a livello metabolico riequilibrando le dislipidemie.
Oltre alle proprietà citate, l’acido corosolico presente in questa specie, è un potente inibitore dell’enzima protein- chinasi C (PKC), proprietà che ne caratterizza l’attività citotossica, in vitro, nei confronti della proliferazione di diverse linee di cellule tumorali umane. L’acido corosolico è in grado di inibire l’enzima PKC del 95% a concentrazioni di 0,1 μg/mL.
L’acido valoneaico, presente nella droga coniugato in diverse molecole, è responsabile di una potente azione inibitrice sull’enzima alfa-amilasi, prodotto principalmente nel pancreas, che agisce nel metabolismo dei carboidrati. A tale
azione si aggiunge quella inibitrice sull’enzima xantina-ossidasi, che entra nella produzione dell’acido urico. Tale pro- prietà risulta più efficace rispetto a quella dell’allopurinolo, un farmaco normalmente usato nel trattamento dell’iperu- ricemia, pertanto l’uso dell’estratto di Banaba risulta utile nella prevenzione e nel trattamento dell’insufficienza renale e nella gotta.(….)
ERBORISTERIA DOMANI Marzo 2009
L’ormone della fame “impazzisce” in chi soffre d’insonnia
Saturday, 04 April 2009 di Mara MicolucciChi soffre di disturbi del sonno tende generalmente a guadagnare peso corporeo con il tempo e ciò è dovuto a uno stravolgimento nei livelli di produzione di grelina, un ormone che regola la sensazione di sazietà del nostro organismo. A dimostrarlo è uno studio apparso sulla rivista Psychoneuroendocrinology.
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Lo zucchero che salva la vita!
Sunday, 08 February 2009 di Mara MicolucciZucchero per dolci, magari da usare per preparare una torta. Ma anche per salvarci la vita. Stando almeno ai primi, promettenti risultati di uno studio avviato dal Mil (Mucosa Immunity Lab) del dipartimento di Morfologia umana dell’Università di Milano, apparso sulle pagine del Journal of Immunology.
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Le nuove frontiere del doping: per primeggiare e vincere va tutto bene, dalla terapia genica all’olio di mostarda
Monday, 02 February 2009 di Mara MicolucciMentre la fine delle Olimpiadi cinesi lascia uno strascico di sindromi depressive nei cittadini della Repubblica Popolare che non sanno accettare la conclusione del grande evento, dall’altro capo del mondo si pensa già al futuro. Alle Olimpiadi di Londra del 2012 e al modo con cui gli atleti - in barba allo spirito olimpico - potrebbero eludere le regole ferree imposte dall’antidoping. Sembra infatti aggirarsi tra gli addetti ai lavori una cinica certezza: “il problema non è se gli atleti si “doperanno”, ma quale sostanza useranno per farlo”.
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FAME “NERVOSA”, coinvolta anche MELATONINA
Sunday, 01 February 2009 di Mara MicolucciL’esposizione alla luce solare può fare di più che stimolare la tintarella o promuovare la formazione di vitamina D. Vi è evidenza che i cicli giornalieri di luce/buio hanno ampi effetti sul sistema nervoso centrale in cui la melatonina gioca un ruolo chiave. Alcuni studi hanno indicato che i residenti in latitudini temperate o più vicine al polo nell’emisfero settentrionale subiscono variazioni stagionali nei modelli caratteriali e nelle attività.
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SIAMO APACHE O MAORI?
Monday, 21 January 2008 di Mara MicolucciCertamente, lo sterminio dei pellerossa sta nel fatto che si tratta di una minoranza etnica, ben poco rilevante dal punto di vista sociale, economico e politico.
Si potrebbe citare la situazione analoga dei Maori neozelandesi, o degli Aborigeni australiani, completamente emarginati dalla società inglese, tanto che la maggior parte di loro vivono ancor oggi come barboni, vagabondi e alcolizzati: esattamente come gli indiani d’America.
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TRANS
Tuesday, 13 November 2007 di Mara MicolucciAnche gli acidi grassi trans meritano una menzione particolare per la loro subdola invasione nel nostro quotidiano (purtroppo americanizzato anche nel regime dietetico).
La maggior parte degli ac. grassi trans deriva da margarine di oli di semi di soia, girasole, mais. Questi oli vegetali sono idrogenati cataliticamente con calore a bassa pressione e convertiti in grassi solidi. Il procedimento industriale di idrogenazione parziale degli acidi grassi insaturi, finalizzato ad evitare l’ossidazione dei grassi e a garantire la conservazione, ne modifica però la struttura molecolare. I trans (il termine si riferisce alla configurazione spaziale diversa dalla normale “cis”) non sono presenti in natura. Purtroppo nei prodotti commerciali la quantità dei trans può variare dal 5% al 75% dei grassi totali.
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Nutellla
Saturday, 03 November 2007 di Mara MicolucciIngredienti
Zucchero, olio vegetale, nocciole (13%), cacao magro, latte scremato in polvere (5%), siero di latte in polvere, emulsionante (lecitina di soia), aromi.
“oli vegetali”, dato che la legge non impone di indicare il tipo e la provenienza, possono essere ricavati da qualunque pianta. Potrebbero essere costituiti, per esempio, da oli di palma e/o di cocco, e contenere quindi una percentuale di grassi saturi molto elevata.
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